BONUS MOBILI 2018

Arriva la proroga per tutto il 2018 dello sconto fiscale del 50% sugli acquisti di mobili e grandi elettrodomestici

Contrariamente alle disposizioni iniziali inserite nella Manovra di Bilancio per il 2018, il Bonus Mobili è stato prorogato al 31 dicembre 2018. Per godere dell’agevolazione è necessario aver effettuato un intervento di ristrutturazione edilizia a partire dal 1 gennaio 2017.
Con il bonus mobili è possibile detrarre dall’Irpef il 50% dell’importo speso per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in classe non inferiore alla A+ (classe A per i forni). Prorogati anche il bonus ristrutturazioni, il sismabonus e l’ecobonus (con un abbassamento della riduzione al 50% per alcune tipologie di intervento).
L’esclusione della proroga di questo incentivo dalle prima bozza della Legge di Bilancio ha suscitato non poche proteste, prima fra tutte quella da parte di Emanuele Orsini, il presidente di FederlegnoArredo. Le stime attribuiscono al Bonus Mobili il movimento di una spesa di oltre 4,5 miliardi di Euro dalla data della sua introduzione nel 2013 e fino alla fine del 2016. Fortunatamente il Governo ha risposto in modo positivo inserendo la proroga nel DdL.

COME FUNZIONA IL BONUS MOBILI

Il Bonus Mobili è un incentivo che va a trasformarsi in una riduzione delle imposte (detrazione fiscale) che le persone fisiche versano allo stato attraverso la dichiarazione dei redditi IRPEF.
La spesa detraibile dall’acquisto degli arredi è il 50% su un tetto massimo di 10.000 Euro, importo confermato anche per il 2018. Nel caso che il valore degli acquisti ecceda questa somma la detrazione verrà calcolata solamente sul 50% della massima spesa ammessa, escludendo l’eccesso. Non è necessario quindi limitare la spesa per i mobili ad un totale pari o inferiore a 10 mila Euro e l’importo può comunque essere maggiore rispetto le spese portate in detrazione per i lavori di riqualificazione dell’immobile. La detrazione fiscale sull’IRPEF poi verrà ripartita in dieci rate annuali dello stesso importo. Va ricordato che nel caso in cui la detrazione annuale del bonus mobili ecceda l’importo delle imposte dovute per l’anno non è possibile portare l’eccedenza nella dichiarazione successiva.

A CHI SPETTA LA DETRAZIONE

Il Bonus Mobili spetta a tutti i contribuenti che avendo effettuato degli interventi di recupero del patrimonio edilizio dal 1 gennaio 2017 in poi hanno di conseguenza acquistato degli arredi. La detrazione Irpef del 50% sulla spesa effettuata andrà ad aggiungersi alla detrazione del 50% sulla ristrutturazione edilizia (avente quest’ultima un massimale detraibile di 96 mila Euro). E’ necessario quindi rientrare nella sfera dei contribuenti fiscalmente attivi che ogni anno sono assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche, con residenza in Italia o all’estero, e ai titolari di società i cui redditi sono assoggettati all’IRES. Rientrano in queste categorie:

  • nudi proprietari;
  • proprietari di immobili;
  • imprenditori individuali, sempre se l’immobile non è ad uso strumentale;
  • usufruttuari di abitazione o superficie;
  • soci di cooperative;
  • affittuari;
  • titolari di contratti in comodato d’uso;
  • società semplici, in nome collettivo, in accomandata semplice e soggetti equiparati, imprese familiari con le stesse modalità degli imprenditori individuali.

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese, le fatture e i bonifici siano a lui intestati e purché la condizione di convivente o comodatario sussista al momento dell’invio della comunicazione di inizio lavori. Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo Unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo grado.
L’inizio dei lavori di edilizia (necessari per poter rientrare tra i beneficiari degli incentivi) deve essere documentato dalla Comunicazione di Inizio Lavori (CIL), o Comunicazione Inizio Lavori Asseverata (CILA), o Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), o Denuncia di Inizio Attività (DIA) oppure da una autocertificazione se i lavori sono in edilizia libera. La detrazione è collegata agli interventi:

  • di manutenzione ordinaria, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale;
  • di manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • di restauro e di risanamento conservativo, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • di ristrutturazione edilizia, effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali;
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • di restauro e di risanamento conservativo, e di ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.

Non è necessario che vi sia un collegamento fra l’ambiente oggetto di ristrutturazione e gli arredi. Vi può essere agevolazione anche se i mobili o i grandi elettrodomestici acquistati sono destinati ad un ambiente diverso rispetto a quello dove vengono effettuati i lavori, purchè l’immobile sia lo stesso.

PAGAMENTI

Passaggio fondamentale per poter rientrare nei beneficiari della detrazione è l’effettuazione del pagamento a mezzo bonifico bancario o postale “parlante”. Tale operazione è così chiamata quando evidenzia la normativa di riferimento quale causa del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del fornitore degli arredi. E’ consentito il pagamento anche tramite carta di credito o Bancomat mentre non è possibile utilizzare altre forme di trasferimento denaro, quali assegni o contanti. Non è tuttavia necessario che la data di acquisto degli arredi sia antecedente alla data di pagamento dei lavori di recupero. E’ però necessario che i mobili vengano acquistati successivamente alla data di inizio dei lavori.